Un fondo di 100 milioni per favorire gli investimenti dei piccoli comuni

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Rinnovo dei centri storici, alberghi diffusi, messa in sicurezza del territorio per il contrasto al dissesto idrogeologico. Recupero di strade e scuole, efficientamento energetico e piste ciclabili. E, a corredo di tutto questo, la costituzione di un nuovo plafond da 100 milioni di euro, spalmati tra il 2017 e il 2023, per il sostegno agli investimenti pubblici: attiverà un piano nazionale di rammendo dei municipi. Sono questi gli ingredienti principali che compongono la legge n. 158 del 2017 sui piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, appena pubblicata in Gazzetta ufficiale (n. 256 del 2/11/2017): entrerà in vigore il prossimo 17 novembre.

 

La storia della legge - va ricordato - è stato molto lunga. È partita addirittura a luglio 2001, quando Realacci presenta come primo firmatario un Ddl che punta a sostenere i Comuni con meno di 5mila abitanti. La proposta, dopo diversi stop e ripartenze, arriva fino alla XVII legislatura, che sarà quella decisiva. Il testo, durante l'esame alle commissioni riunite Ambiente e Bilancio, viene abbinato a una proposta analoga di Patrizia Terzoni del Movimento 5 Stelle. E passa all'unanimità alla Camera il 28 settembre del 2016. Per poi essere approvato esattamente un anno dopo. 

 

Il menù del testo, composto da un totale di 15 articoli, è molto ampio. Ci sono misure per la diffusione della banda larga, per la semplificazione e il recupero dei centri storici in abbandono, per gli interventi di manutenzione del territorio, per la messa in sicurezza di strade e scuole, per l'acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono. Ancora, si regola l'acquisizione di case cantoniere in modo da renderle disponibili per attività di protezione civile e la possibilità di acquisire di binari dismessi e non recuperabili all'esercizio ferroviario, da utilizzare come piste ciclabili.

 

Se guardiamo alle risorse, il tassello principale dell'intervento è contenuto all'articolo 3, che disciplina «l'istituzione di un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni per il finanziamento di investimenti per l'ambiente e i beni culturali, la mitigazione del rischio idrogeologico, la salvaguardia e la riqualificazione urbana dei centri storici, la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici, lo sviluppo economico e sociale, l'insediamento di nuove attività produttive». Sarà inserito nei bilanci del ministero dell'Interno e avrà una dotazione di 10 milioni per il 2017 e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. 

 

Il provvedimento prevede prima la predisposizione di un piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni, nel quadro del quale saranno individuati alcuni interventi prioritari. Questi elenchi saranno composti dal Governo a valle di un bando di selezione dei progetti da parte dei Comuni. Saranno considerati criteri prioritari per accedere al plafond i tempi di realizzazione degli interventi, la valorizzazione delle filiere locali e la capacità di convogliare altri finanziamenti, pubblici e privati. Le risorse del Fondo piccoli Comuni, comunque, saranno cumulabili con altri finanziamenti e agevolazioni.

 

Sismabonus, l'Agenzia Entrate allarga il raggio: può comprendere lavori di recupero

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Interventi di manutenzione o ristrutturazione possono rientrare nel progetto anti-sismico, beneficiando dei relativi super-sconti

Detrazione ripartita esclusivamente in cinque anni, con limite di spesa unico (attualmente pari a 96mila euro per immobile) da considerarsi congiuntamente alle eventuali altre spese di recupero edilizio ma cumulabile con il limite autonomo previsto per la riqualificazione energetica. Sono queste alcune risposte fornite in tema di “sismabonus” dalla Direzione centrale normativa dell’agenzia delle Entrate a un interpello originariamente indirizzato alla direzione regionale dell’Emilia Romagna (prot. n. 954-1191/2017).

Il quadro normativo

In attesa che venga definita la legge di Bilancio 2018, la detrazione per interventi finalizzati a ridurre il rischio sismico è regolata dalla legge di Bilancio 2017 (legge 232/2016) che estende i vantaggi sino al 31 dicembre 2021. Tuttavia mancano i chiarimenti interpretativi, per cui i contribuenti interessati si affidano agli interpelli.

In base alla lettera i) del comma 1 dell’articolo 16-bis del Tuir risultano meritevoli della detrazione d’imposta (attualmente nella misura del 50 per cento su un importo di spesa non superiore a 96mila euro) gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, con riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente.

Ove riguardino i centri storici, i lavori devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

La ripartizione

Il primo quesito posto in sede di interpello riguarda la possibilità di ripartire la detrazione in dieci anni anziché in cinque (il minor periodo previsto dalla norma, se agevola i contribuenti con elevati redditi e, quindi, rilevanti carichi impositivi, penalizza quelli con redditi meno significativi, che rischierebbero di perdere buona parte del bonus). La risposta delle Entrate è negativa, in considerazione del testo letterale della norma.

I lavori

Con il secondo quesito – a cui le Entrate rispondono positivamente – viene chiesto se, anche per questi interventi, possa valere quanto già chiarito dall’Agenzia in generale per i bonus edilizi, ossia che l’intervento di natura «superiore» (ad esempio lavori ristrutturazione) ha carattere assorbente rispetto a quelli di natura «inferiore» (ad esempio lavori di manutenzione ordinaria) realizzati contestualmente e strettamente necessari al completamento dell’opera (circolare n. 57/E/1998);

Il limite di spesa

Infine, in merito alla cumulabilità del limite di spesa con quelli fissati con riferimento ad altri interventi agevolati (ad esempio per il rifacimento dell’impianto idraulico o elettrico sul medesimo immobile), l’Agenzia sostiene che gli interventi di consolidamento antisismico non possano fruire di un autonomo limite di spesa, in quanto la norma fa rientrare questi interventi nell’ambito della lettera i) del comma 1 dell’articolo 16-bis Tuir. Tuttavia, questo vincolo non opera:

- se in anni successivi sono effettuati interventi autonomi, ossia non di mera prosecuzione di quelli iniziati in anni precedenti (circolare 7/E/2017);

- nei confronti dei limiti di spesa previsti per gli interventi di qualificazione energetica (articolo 1, commi 344 e seguenti, della legge 296/2006), i quali fruiscono di un bonus autonomo.

Secondo l’interpretazione restrittiva della Dre Emilia Romagna (risposta ad interpello prot. n. 909-345/2017, si veda il Sole 24 Ore del 1° agosto scorso) la detrazione per interventi antisismici non spetta in caso di demolizione e ricostruzione dell’edificio preesistente, ma solo agendo sul consolidamento dell’edificio esistente, anche se l’intervento rientra nella definizione di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del Dpr 380/2001.

 

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Detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+. Le spese avranno un tetto massimo di 10mila euro

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Il bonus mobili rientra nel perimetro della nuova legge di Bilancio. Con una proroga secca dal 2017 al 2018 per la misura che, dalla sua introduzione fino a tutto il 2016, è stata capace di muovere una spesa pari a oltre 4,5 miliardi di euro, secondo le stime di FederlegnoArredo. Il pacchetto della manovra dedicato alla casa incassa questa ennesima novità e si prepara a restituire un quadro delle agevolazioni fiscali molto rinnovato, dopo gli interventi del Governo, tra conferme, bonus totalmente nuovi e sconti riformati.

In questa cornice il rinnovo del bonus mobili arriva dopo che, nelle prime bozze della manovra, la misura era stata sorprendentemente tagliata. Adesso riappare in versione aggiornata: chi realizza un intervento di ristruttuazione edilizia dopo il primo gennaio 2017 potrà agganciare al rinnovamento della sua abitazione anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+. Le spese dovranno essere sostenute nel 2018 e avranno un tetto massimo di 10mila euro. La sostanza, allora, è che viene confermato in blocco l’assetto attuale. Quindi, come avviene già adesso, lo sconto andrà diviso in dieci rate annuali.

Non è la sola conferma che i cittadini troveranno nella legge di Bilancio. Per il 2018, infatti, resta intatta la detrazione per le ristrutturazioni al 50%, così come procedono sulla loro strada ance il sismabonus fino all’85% e l’ecobonus per gli interventi strutturali, come il cappotto termico, fino al 75%: per questi ultimi due sconti già la vecchia legge di Bilancio aveva previsto una stabilizzazione fino al 2021.

Una conferma con qualche ritocco arriva, invece, per l’ecobonus al 65%. La detrazione, infatti, sarà ancora attiva il prossimo anno, ma con l’esclusione di alcuni investimenti, che ricadranno nel perimetro del 50%: infissi, schermature solari, caldaie a condensazione e a biomasse. Mentre ci sarà un esordio assoluto: il bonus verde, pensato per la sistemazione di giardini, terrazzi, coperture sia nei condomini che nelle ville. La detrazione sarà del 36% con un tetto di spesa di 5mila euro per unità immobiliare.

A corredo di queste misure, ci sono due novità che cercano di rendere più performante il mercato che si muove attorno agli sconti fiscali, supportando i cittadini che vogliano usufruire delle detrazioni pur avendo problemi di liquidità. Nasce, così, un Fondo di garanzia per i prestiti bancari che sarà alimentato con risorse del ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo economico: 50 milioni l’anno tra il 2018 e il 2020, per puntellare le operazioni di efficientamento energetico avviate da famiglie a basso reddito. In questo modo, si allarga il bacino dei potenziali beneficiari dello sconto. Non solo: arriva anche un’ulteriore semplificazione delle misure per la cessione dei crediti fiscali, nella linea dei molti aggiustamenti messi a segno negli ultimi due anni. Diventano, allora, cedibili gli sconti effettuati sulle singole unità immobiliari. Finora, infatti, il trasferimento dei bonus era limitato alle operazioni condominiali.

Completano il pacchetto alcune limature. Gli ex Istituti autonomi case popolari potranno usufruire del sismabonus e dell’ecobonus. Mentre al ministero dello Sviluppo economico viene affidato il compito di aggiornare tutti i requisiti tecnici minimi degli interventi agevolati con l’ecobonus.